Una storia di sartoria italiana

Updated: Jan 24, 2021

Intervista al Maestro Pietro Mastropasqua

Parte 1


Ci racconta la sua storia Maestro?

Maestro Mastropasqua (MM): Dunque, io sono pugliese originario di Noci, un paesino vicino ad Alberobello. Avevo 10 anni quando sono andato a lavorare per la prima volta dal sarto. Mi ricordo che a quell’età, giocare, non era visto tanto di buon occhio. Io, per esempio, da bambino tiravo calci al pallone in piazza con gli amici, ma mio padre una volta mi vide, venne da me e mi disse “guarda un po' dove sei andato a finire, gioca a pallone chi è senza mestiere, chi non sa che fare!”.


Quindi lei ha lavorato dal sarto da quando aveva 10 anni.

MM: All’inizio facevo le soprammaniche, i punti lenti, queste cose. C’era il ferro a carbone e ci insegnavano come mettere il carbone, perché il ferro non si doveva mai spegnere. Questo sarto veniva da Milano, ed aveva decisa di aprire una sartoria a proprio a Noci. Sai, io vengo da una famiglia di commercianti ma a me non piaceva stare a negozio, così mi sono detto “vado a fare il sarto”. Sono andato lì, in sartoria, mi è piaciuto e sono rimasto fino a diciotto anni. Poi sono venuto a Roma.


Immagino che dopo 8 anni abbia imparato tutto.

MM: Beh, quasi tutto. In realtà quando sono arrivato a Roma era come se non avessi fatto mai il sarto. Dovetti ricominciare tutto da capo. Però si vedeva che ci sapevo fare. Il mio sarto si trovava in via Piave ed io facevo il lavorante, cioè colui che deve rifinire le giacche; il sarto faceva la prima e la seconda prova, poi le maniche ed il collo dovevano essere lavorate. La prova si fa senza il collo e senza le maniche o una manica soltanto, ma poi bisogna rifinire e questo compito spetta al lavorante.

A 22 anni poi, feci la scuola di taglio e dopo un anno chiesi al ‘principale’ di poter fare qualche giacca ma lui mi rispose che ancora era presto, che ancora non avevo l’esperienza giusta.

Non c’entrava niente saperci fare o meno, era una questione di età, l’esperienza voleva il suo tempo. Sai, un’altra mia grande passione è il ballo; da giovane andavo sempre a ballare e alcuni amici di ballo un giorno mi fecero notare come dimostrassi più anni di quelli che avevo. Allora lì mi venne l’idea: presentarmi da un altro sarto dicendo di avere almeno 25, 26 anni.

Questo sarto si trovava in via Toscana e mi presentai con il mio curriculum dicendo di avere 26 anni. Questi accettò e mi fece provare. Solo dopo parecchi mesi, quando mi chiesero i documenti perché mi dovevano assumere, scoprirono che in realtà avevo solo 23 anni.


Il tempo è esperienza, pensare che oggi invece è esattamente il contrario.

MM: Sì, oggi è l’opposto. Figuriamoci che quando hanno scoperto la mia età, pensavano avessi falsificato i documenti! Non potevano credere che avessi quell’esperienza a 23 anni soltanto.

A 26 anni poi, mi sono messo per conto mio; ho sempre avuto l’ambizione di avere la mia attività.